Centro Odontoiatrico Freschini Vs Coronavirus

di | 13 Marzo 2020

Signor coronavirus COVID-19 (o meglio SARS-CoV-2) ho solo una cosa da dirti.

Tu non mi fai paura!

Anzi, sei tu che devi avere paura di me, perché se mi capiti a tiro io prima ti detersiono, poi ti disinfetto e infine io ti metto in autoclave e ti sterilizzo come se non ci fosse un domani!

Scusatemi, non voglio in alcun modo ridicolizzare la grave situazione che stiamo vivendo in questi giorni, ma d’altro canto, magari strappandovi un sorriso, voglio rassicurarvi su come stiamo gestendo la situazione.

Come avrete modo di leggere, infatti, lo studio odontoiatrico rappresenta un importante presidio medico dislocato sul territorio in grado di fornire un servizio di pubblica necessità non solo in riferimento alla salute dei singoli individui, ma anche allo scopo di non appesantire le attività dei pronto soccorso ospedalieri operando serenamente in condizioni di ragionevole sicurezza.

Quante volte abbiamo sentito dire che spesso si ha paura di ciò che non si conosce.

Con una corretta informazione sintetica ma dettagliata spero di tramutare la paura indiscriminata che magari sta già attanagliando qualcuno di noi in un sano timore prudenziale.

Potremmo forse dire che se la paura è figlia dell’ignoranza, il timore è figlio della saggezza.

Comincio subito col dirvi che da alcuni giorni, in qualità di medici, siamo oggetto di un’incessante comunicazione da parte degli organi competenti. Siamo costantemente aggiornati sull’evolversi della situazione, che muta di ora in ora, e su tutte le disposizioni precauzionali che via via si stanno venendo ad aggiungere l’una sull’altra.

Al momento in cui vi scrivo non vi è alcuna indicazione a sospendere la nostra attività medica sul territorio, anzi, per dirla con le parole dell’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) “Non esiste obbligo di chiusura degli studi, quindi, è possibile continuare a lavorare ma nel rispetto di alcuni comportamenti” di cui vi parlerò a breve.

Prima, però, voglio riportarvi anche il parere dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri che in uno dei vari comunicati inviati a noi dentisti dichiara senza mezzi termini che “i nostri studi potranno continuare ad essere operativi poiché i pazienti, ci pare indiscutibile, si spostano per “comprovati motivi di salute”.

E ancora la CAO (Commissioni Albo Odontoiatri): “Lo svolgimento dell’attività clinica dovrà proseguire con i consueti standard già in essere all’interno degli studi per il controllo delle infezioni e con tutti gli accorgimenti possibili per salvaguardare la salute dei pazienti e degli operatori.

Con quanto avete appena letto possiamo porre chiarezza su 2 certezze fondamentali:

  1. Il medico odontoiatra può continuare ad esercitare la sua professione medica
  2. Il paziente può continuare ad avvalersi delle cure mediche, nel suo pieno diritto e secondo quanto previsto dalle attuali disposizioni ministeriali

A questo proposito voglio ricordare che quella che passa come “igiene Orale Professionale”, in realtà negli ambiti medici è da sempre trattata con gli accorgimenti di una vera e propria terapia a tutti gli effetti, anzi, per dirla in medichese, è “la terapia parodontale” per eccellenza tanto che solo un medico odontoiatra o un’igienista professionale sono abilitati ad eseguirla.

Onestamente devo dirvi che mi sembra molto strato che il mainstream non la citi tra i buoni comportamenti da adottare per contrastare il tasso di mortalità di questo virus, ma tornerò su questo paradosso più tardi.

Ora andiamo con ordine e parliamo dei comportamenti o meglio delle disposizioni precauzionali che l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani e la CAO ci consigliano di adottare.

Raccogliendo tutti i consigli e le indicazioni che ci sono pervenute sino ad ora dagli enti preposti, vi elenchiamo le misure di prevenzione più efficaci messe in atto dallo studio senza incorrere in inutili e anche pericolosi allarmismi.

  1. Anamnesi medica prossima straordinaria: ai pazienti chiediamo di comunicarci prontamente:
    • se hanno sofferto di febbre (superiore a 37,5) associata a tosse secca, dolori muscolari, difficoltà respiratorie, mal di testa, dispnea, congiuntivite negli ultimi 14 giorni,
    • se sono stati a contatto con persone infette con questi sintomi negli ultimi 14 gg,
    • se hanno frequentato luoghi o eventi molto affollati negli ultimi 14 gg.
    • di evidenziare recenti viaggi nelle aree già soggette a quarantena o di frequentazioni con persone provenienti da esse.
  2. Chiediamo inoltre al paziente:
    • Di lavarsi le mani per almeno 20 secondi. L’operazione di lavaggio deve essere preliminare all’uso del disinfettante.
    • Di utilizzare il disinfettante alcolico messo a disposizione di pazienti e accompagnatori all’entrata
    • Di non dare la mano, evitare abbracci ed in generali contatti non mecessari
  3. Organizzazione del lavoro per appuntamenti: lavorare su appuntamento distanziando gli appuntamenti stessi l’uno dall’altro in modo da avere un numero basso di pazienti in sala d’attesa, rispettando quanto previsto dal Dpcm del 8 marzo 2020, ovvero distanza di almeno 1 mt, eventuali accompagnatori dovranno lasciare lo studio e tornare all’orario indicato
  4. Gestione della sala d’attesa e della segreteria:
    • rispettare la distanza di sicurezza di almeno 1 mt,
    • anche con la segreteria vanno mantenute le distanze di almeno 1 mt,
    • disinfettare Pos e tutto quello che viene toccato dai pz con gli appositi Dpi,
    • eliminare oggetti che possano essere veicoli di contaminazione: giornali, riviste, libri, opuscoli ed altro dalla sala d’attesa
  5. Detergere le superfici di contatto clinico comprese le superfici che si toccano più frequentemente come le bottoniere e le maniglie sempre tra ogni paziente, come da prassi.
  6. Areazione dei locali: ricambiare l’aria sempre nell’ambiente operativo tra un paziente ed un altro e periodicamente anche in sala d’attesa, come da prassi.
  7. Disinfezione delle prese dell’impianto di aria condizionata
  8. Utilizzare costantemente i DPI (dispositivi di protezione individuali) mentre si sta lavorando e pretendere massima attenzione nell’uso dei DPI da parte del personale medico e sanitario: mascherina, guanti, occhiali protettivi o visiere, cuffia e camice monouso. Tali DPI vanno utilizzati a seguito di corretta detersione, come da prassi.
  9. All’inizio di ogni seduta clinica si chiederà al paziente:
    • L’utilizzo di gargarismi con soluzioni a base di acqua ossigenata allo 1% o iodopovidone 0,2 – 1%. 
    • seguito da uno con clorexidina 0,2/0,3%,
  10. Ovviamente l’uso della diga di gomma ove possibile, come da prassi.
  11. Disinfezione e sterilizzazione di ogni strumento, che non sia monouso, come da prassi
  12. Riordinare, sanificare e sanitizzare gli ambienti, come da prassi.

Come avete potuto leggere si tratta in sostanza di qualche piccolo ma utile accorgimento in più da adottare rispetto ad una prassi già ben consolidata che da tempo immemore dovrebbe essere stata recepita come normale standard operativo per un qualsiasi studio medico odontoiatrico.

Da sempre noi ci confrontiamo quotidianamente con lo spettro di virus molto, ma molto più resistenti come ad esempio il virus dell’epatite B e siamo abituati ad adottare modelli comportamentali e precauzioni tali da non mettere mai a rischio la salute dei nostri pazienti e la nostra.

Ed ora molto brevemente ritorno sul paradosso della terapia parodontale che ho citato prima esprimendovi alcune mie considerazioni, ovviamente supportate dalle letteratura medica, che mi piacerebbe condividere coi voi.

Già pensare al solo fatto che il veicolo di trasmissione del SARS-CoV-2, come del resto di tutti i virus influenzali, sia di fatto unicamente la saliva, attenuare la carica infettiva complessiva del cavo orale attraverso un igiene orale approfondita dovrebbe essere forse al centro di un qualsiasi protocollo profilattico antinfluenzale, a prescindere dalla sua gravità.

Oltretutto, ridurre la carica infettiva complessiva nel cavo orale, riduce indiscutibilmente l’attività infiammatoria cronica a carico del sistema immunitario rendendo inevitabilmente il sistema immunitario stesso più reattivo a qualsiasi “novità” gli si pari davanti.

Al contrario un sistema immunitario stanco e logoro da continue “guerre intestine” non sarà evidentemente in grado di porre altrettanta resistenza ad una nuova invasione.

Io stesso da molti anni, quando avverto i primi sintomi influenzali mi sottopongo ad un’igiene orale, e sebbene non stiamo certo parlando della stessa gravità, di fatto la patogenesi e l’evoluzione di queste patologie sono molto simili, direi sovrapponibili in alcune tappe.

Oltre che essere supportate dalla letteratura, queste mi sembrato considerazioni di assoluto buonsenso.

Ma non è questo a stupirmi maggiormente quanto in realtà le considerazioni non fatte riguardo al tasso di mortalità.

Gli epidemiologi ci dicono che il COVID-19 può essere particolarmente pericoloso per chi ha superato i 70 anni ed è già affetto da 2 o 3 patologie tra le quali oltre al tumore sono spesso citate le malattie cardiovascolari, il diabete mellito, l’ipertensione… cioè tutte quelle malattie per le quali oramai da decenni è stata accertata in modo incontrovertibile la stretta correlazione bidirezionale con la malattia parodontale.

In parole povere chi soffre di patologie cardiovascolari o diabete si sarà sicuramente sentito consigliare dal suo medico di base: “da adesso in poi prenda queste pastigliette ed aumenti il numero di igieni orali all’anno in accordo col suo dentista”.

Voglio dire, ma secondo voi, oltre a “non datevi la mano, tenete la distanza di 1 metro, starnutite col gomito davanti…” non era anche il caso di dire… e fatevi somministrare una terapia parodontale in più dal vostro dentista di fiducia?!

Cambiando argomento ritengo sarebbe stato opportuno consegnare in pasto ai media anche qualche sana indicazione alimentare, non dimentichiamo che l’alimentazione è sempre la prima ed irrinunciabile forma di farmacoterapia che ci accomuna tutti.

Occupandomi da anni di alimentazione odontoiatrica non posso non lasciarvi con alcune veloci indicazioni.

Cibi da evitare: dolci, zuccheri (anche il fruttosio), dolcificanti, edulcoranti, cacao, cioccolato, la frutta e tutti i cereali (soprattutto quelli contenenti glutine) e i latticini.

Cibi da assumere: verdura, legumi, uova, pesce (tonno, sardine, sgombro, salmone) e carne (ottimo il tacchino)

Un ultima chicca prima di salutarci: l’aceto!

L’aceto di vino è un ottimo disinfettante per questo tipo di virus al pari dell’alcol. E non buttate via i soldi con l’amuchina che tanto, in questo caso, non serve assolutamente a nulla.

In conclusione, noi siamo assolutamente preparati a gestire l’emergenza e continueremo a lavorare come sempre adottando le dovute precauzioni summenzionate

In adesione ai presupposti della quarantena in atto, a partire dalla settimana prossima, lo studio osserverà un orario lavorativo ridotto. 

La prossima settimana lo studio sarà aperto:

lunedì mattina,
martedì mattina,
mercoledì pomeriggio,
giovedì mattina,
venerdì mattina.

Vi saluto con le parole dell’ultimo comunicato congiunto ANDI-CAO giuntomi pochi minuti fa:

Nel rispetto dell’annuncio del Presidente Conte di nuove e ulteriori misure atte a contenere il contagio da Covid 19 e fino a future e diverse disposizioni riteniamo utile fornire le seguenti indicazioni. Gli Odontoiatri assicurano un servizio di pubblica necessità: in questa fase di pandemia si devono assicurare interventi solamente urgenti, non in altro modo differibili, anche allo scopo di non appesantire le attività dei pronto soccorso ospedalieri.
Si raccomanda triage telefonico preliminare per definire la effettiva urgenza del caso e ridurre la circolazione dei cittadini. In ogni caso seguire strettamente le procedure di prevenzione già note.

Dr Livio Freschini

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