Un’intera arsenale anti-COVID19

di | 8 Febbraio 2022

Una lista selezionata e ragionata di indicazioni farmacologiche, e non solo, per la prevenzione e la cura domiciliare precoce del COVID19.

Una doverosa premessa: le precauzioni per l’uso

Questo è un articolo che non avrei mai voluto fare!

Per 2 anni mi sono imposto di non scriverlo e il motivo è molto semplice: non mi rispecchio in una telemedicina di protocolli e procedure impersonali, “venduti” in serie e consegnati a domicilio.

Non fraintendetemi, ci sono circostanze in cui la telemedicina è un’utile necessità e i protocolli sono spesso comodi per un medico per non perdere la bussola, ma quelli che possono essere validi strumenti per la medicina non devono mai diventare la gabbia che la vincola all’interno di pericolosi semplicismi.

Nella professione medica:

  • l’uomo è una sorgente di variabili quasi infinita,
  • lo scibile medico si scontra spesso coi suoi limiti,
  • la letteratura medica, per sua natura, resta sempre indietro

I protocolli sono di per se stessi semplificativi e non contemplano il dialogo con paziente, né la sua anamnesi, non svolgono indagini ne cliniche ne strumentali, non contemplano l’esperienza che un medico ha accumulato nella sua vita professionale, diretta e indiretta.

Credo, invece, che la medicina sana, quella che realmente è al servizio dei malati, sia quella ippocratica basata su scienza e coscienza. Due realtà che oggi sono diventate troppo effimere per troppi medici.

Scusa, ma allora perché hai cambiato idea?” mi starete chiedendo.

Non ho cambiato idea. È cambiata la situazione!

Fin dall’inizio di questa “storia” mi sono messo a disposizione di conoscenti e pazienti che, non appena risultati positivi e/o sintomatici, mi hanno contattato per avere dei consigli terapeutici e non finire in ospedale.

Sono contento di poter dire che sono tutti vivi e nessuno di loro è dovuto andare in ospedale.

Ora, però, siete diventati davvero troppi a cercarmi, e di questa fiducia vi ringrazio infinitamente, ma mi sono dovuto arrendere all’evidenza che non riesco più a seguirvi come meritate.

Quello che leggerete nelle prossime righe non sono quindi delle istruzioni per delle cure fai-da-te, bensì una guida che vi aiuti a comprendere meglio perché si utilizzino certi farmaci e, al tempo stesso, vi permetta di avere un dialogo più costruttivo con il vostro medico di fiducia e comprendere meglio le sue indicazioni.

Il protocollo ministeriale, che pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha sentenziato essere più che altro un semplice consiglio, esclude i farmaci qui consigliati.

Ricordo che i farmaci possono causare effetti collaterali, segnalati nei foglietti illustrativi di cui vi raccomando la lettura.

Concludo ribadendo l’importanza di usare queste indicazioni sotto il controllo di un medico.

Protocollo terapeutico cura prevenzione COVID19

Fase 0A: Prevenzione

Indicazioni Generali

Questa è la fase a me più cara. Imparare a stare bene è sempre un uso molto più intelligente del proprio tempo e delle proprie energie che imparare a venir fuori da una condizione di malattia.

È semplice buon senso, ma un governo che ha scelto la paura come propria raison d’etre, ovviamente di queste cose non ne può parlare.

Come per ogni forma influenzale e parainfluenzale, è fondamentale evitare gli sbalzi di temperatura e proteggere bene il proprio collo magari con una sciarpa.

Una buona norma sarebbe anche evitare il più possibile stress sia fisici che emotivi poiché mandano in sovraccarico il sistema immunitario che ricordo essere il bersaglio chiave di questa patologia.

La salute comincia a tavola

L’alimentazione rappresenta sempre le fondamenta su cui costruire una buona prevenzione o terapia.

La dieta corretta è a base di carne, pesce, verdure; quindi anche uova ovviamente.

I legumi devono avere un posto d’onore sulle nostre tavole.

Benissimo frutta secca e semi oleosi (in particolare i semi di lino).

Protocollo terapeutico cura COVID19
dieta prevenzione

Assolutamente da evitare (o almeno ridurre in modo drastico) carboidrati complessi e zuccheri semplici, il che vuol dire essenzialmente evitare cereali, riso, derivati del latte vaccino e frutta. In particolar modo all’insorgenza dei primi sintomi.

Mi raccomando, bere molto è fondamentale soprattutto alla presenza di un tampone positivo e/o al manifestarsi dei primi sintomi simil-influenzali.

L’igiene orale

L’infiammazione gengivale aggrava gli esiti del contagio infatti se le gengive sono molto infiammate, il Covid-19 può avere un decorso più grave.

Dai numeri che emergono da un ampio studio pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology e che ha coinvolto ben 14 ospedali emerge che le persone che soffrono di gengive molto infiammate e contraggono il coronavirus è:

  • 3,5 volte più alta la probabilità di finire in terapia intensiva
  • 4,5 volte più alta la probabilità di incorrere in pericolose complicanze
  • 8.8 volte più alta la probabilità di decesso

La colpa sarebbe da attribuire all’elevata carica batterica presente nel cavo orale, che potrebbe favorire le pericolose sovra-infezioni polmonari, e all’infiammazione sistemica cronica, che potrebbe rendere i pazienti più suscettibili alla tempesta infiammatoria scatenata da SARS-CoV-2. 

Protocollo terapeutico cura COVID19

Un anno prima che i dati scientifici mi dessero, proprio agli esordi della “pandemia”, io segnalai questa importantissima forma di prevenzione.

Le mie opinioni erano in netta controtendenza rispetto a quelle di molti miei colleghi e più in generale rispetto alla comunità medica, le mie osservazioni erano ineluttabili e le mie argomentazioni inattaccabili:

  1. Dal momento che il veicolo di trasmissione del SARS-CoV-2, come del resto di tutti i virus influenzali, è la saliva, attenuare la carica infettiva complessiva del cavo orale attraverso una regolare igiene orale professionale dovrebbe essere la principale arma a nostra disposizione per contrastare il contagio e la diffusione della malattia stessa.
  2. In secondo luogo, ridurre la carica infettiva complessiva nel cavo orale significa ridurre in maniera drastica l’attività infiammatoria cronica. Come diretta conseguenza il sistema immunitario si rinforza e diventa più combattivo anche nei confronti di un nuovo virus per il quale non ha ancora sviluppato difese specifiche.
  3. Gli epidemiologi ci dicono che il COVID-19 può essere particolarmente pericoloso per chi ha superato i 70 anni ed è già affetto da malattie cardiovascolari, diabete mellito, ipertensione, obesità… cioè tutte quelle malattie per le quali oramai da decenni è stata accertata in modo incontrovertibile la stretta correlazione bidirezionale con la malattia parodontale. Traduco: la malattia parodontale aggrava queste patologie e queste patologie aggravano la malattia parodontale. Insomma le persone anziane, affette da malattie cardiovascolari o da diabete dovrebbero essere le prime a ricevere le necessarie cure parodontali… altro che vaccino!

Quindi trovatevi un oretta di tempo e fate un saltino dal vostro dentista di fiducia per una terapia parodontale di supporto e visto che ci siete fatevi fare anche un controllino.

I 3 moschettieri più un D’Artagnan trascurato nella difesa contro il COVID19

Protocollo terapeutico cura COVID19

I 3 moschettieri e il loro D’Artagnan di turno della prevenzione e cura precoce anti-COVID19

Vitamina D3 10.000 U.I./die sostiene il sistema immunitario e blocca l’interleuchina che scatena la tempesta di citochine, in concomitanza con un pasto grasso.

Vitamina C 1g x 2/die

Zinco picolinato 15-30mg/die

Magnesio organico

Questa è una nota molto personale, visto che non ne ha mai parlato nessuno. Premesso che vit. D3, vit C e Zn occupino indiscutibilmente il posto d’onore e che io per primo lo consiglio più d’estate che d’inverno, credo che anche il magnesio organico possa dare un suo contributo importante soprattutto in alcune condizioni particolari da valutare caso per caso.

Il mio consiglio ricade sul magnesio citrato 1-2cucchiaini 2/die in associazione ad un pasto proteico utile per combattere condizioni di depressione, svogliatezza, stanchezza, astenia.

Magnesio organico da mezzo cucchiaino a 1 cucchiaino 1/die, evitare nella prima infanzia

Il magnesio citrato aiuta anche l’assimilazione della vitamina D.

Tra le buone fonti alimentari di magnesio consigliabili in questa contingenza, posso consigliarvi la frutta secca, in particolare mandorle tostate e anacardi, le verdure a foglia verde cotte, in primis gli spinaci, e i legumi.

Vitamina C: il dosaggio perfetto

L’eccesso di vitamina C comporta uno squilibrio del bioma intestinale, la sintomatologia tipica (diarrea) di tale squilibrio si risolve normalmente in 1 giorno.

Se il dosaggio di partenza indicato dovesse risultare eccessivo, dal giorno successivo si deve ridurre tale dosaggio di 1g.

A questo punto è necessario sottolineare che quanto segue si riferisce ad un uso terapeutico della vitamina C come farmaco antivirale e che questo uso non va mai confuso con un dosaggio profilattico o di semplice integrazione alimentare.

Lasciatemelo ribadire: il dosaggio terapeutico serve a curare una patologia, il dosaggio profilattico serve a prevenirla, l’integrazione alimentare serve a riequilibrare una dieta alimentare non congrua!

Il dosaggio giornaliero terapeutico di vitamina C è soggetto ad una forte variabilità individuale che dipende da diversi fattori, in particolare le condizioni di salute del bioma intestinale, del sistema gastrointestinale e del sistema immunitario.

Anche il clima influisce in maniera sostanziale.

Si può, quindi, personalizzare autonomamente il dosaggio giornaliero di vitamina C incrementando la dose giornaliera di 1g alla volta giorno dopo giorno fino all’insorgere dei sintomi.

Conoscendo il nostro limite, possiamo massimizzare l’efficacia della vitamina C:

dosaggio sintomatico – 1g = dosaggio terapeutico personale perfetto


Fase 0B: Asintomatici: i malati senza malattia

Vitamina D3 50.000-25.000 U.I./die per 6 gg (se non in profilassi), 25.000-10.000 U.I./die per 6 gg (se già in profilassi) Proseguire con 10.000-4.000 U.I./die.

Vitamina C 1g x 3/die

Zinco picolinato 30-50 mg/die

Protocollo terapeutico cura COVID19

Esperidina 100 mg/die

Rinforza il sistema immunitario grazie alla sua elevata attività antiossidante che agisce contrastando i radicali liberi.

Quercetina glicosilata fino a 250 mg x 2/die

Si trova in diversi alimenti quali capperi, cipolle rosse e radicchio come anche in diversi estratti tra cui quelli di ippocastano, gingko biloba, calendula, biancospino, camomilla, levistico ed iperico.

Oltre all’attività antiossidante, e conseguentemente antinfiammatoria per cui è nota ed utilizzata, presenta anche un ruolo importante come antiaggregante piastrinico e antitrombotico talvolta segnalato come potenziale controindicazione, ma non necessariamente in questo caso.

Lattoferrina 1cp (200 mg) x 2/die

Protegge l’apparato gastrointestinale supportando il sistema immunitario, ostacola l’infezione virale

Idrossitirosolo + α-Ciclodestrina (Endovir Stop spray) 2-3/die

Chiamato anche lo spray anti-covid.

Un trucchetto di retorica di base, stile vecchia scuola.

Miticizzare qualcuno o qualcosa per poi dichiararlo come irreale, ridicolo e infine non credibile.

Lasciamo questi giochetti infantili alle virostars dei primordi della “pandemia” e alle nuove, più canterine e litigiose, e diciamo che, dati preliminari alla mano e senza fare sciocchi e inutili sensazionalismi, questo spray è sicuramente un’utile arma da inserire nel nostro ventaglio di possibilità terapeutiche.

Pelargonium S. > 12 anni: 20 mg x 3/die per 7 giorni

Particolarmente efficace nelle affezioni respiratorie acute grazie alla sua azione anti-adesiva e azione secreto-motoria.

Stimola il sistema immunitario generale e presenta una spiccata attività antivirale.

I suffumigi (3 volte/die) anche solamente con della fisiologica sono una pratica medica caduta un po’ in declino, ma assolutamente da rispolverare.

Protocollo terapeutico cura COVID19

Variazioni per l’età pediatrica

Vit D3 200 U.I./Kg/die fino a negativizzazione sempre in concomitanza con un pasto grasso

Vitamina C 1g x 2/die

Zinco picolinato 15-30 mg/die

Pelargonium S. 6-12 anni: 13 mg x 3/die per 7 giorni


FASE 1: Sintomi simil-influenzali come febbre, malessere generale, artralgie, mialgie, cefalea…

Non dovete usate il paracetamolo (tachipirina). Non solo perché in quanto farmaco antipiretico serve essenzialmente ad abbassare la temperatura che il nostro sistema immunitario cerca invece di alzare a 38°-39° come prima reazione antivirale aspecifica (a queste temperature, il virus Sars-Cov-2 viene letteralmente cotto a puntino e muore), ma anche perché favorisce il virus abbattendo il glutatione.

Senza alcun timore di smentita, che siano ignoranti, codardi o collusi, i medici che somministrano paracetamolo stanno sbagliando.

Andando in progressione, resta valida ogni opzione terapeutica indicata per la Fase 0B e a queste si deve aggiunge una selezione di quanto segue.

Innanzitutto è fondamentale selezionare un Farmaco Antinfiammatorio Non Steroideo.

I FANS, per l’appunto, sono i farmaci che più caratterizzano questa fase. I più usati sono:

  • Ibuprofene 600mg 1cp x 2-4/die a stomaco pieno (per i bnambini: Nurofen 100mg 3/die)
  • Nimesulide 100mg 2-4/die a stomaco pieno
  • Indometacina 25 mg 3/die a stomaco pieno

Acido Acetilsalicilico (ASA, Aspirina) 100 mg al dì fino alla risoluzione dei sintomi.

L’ASA è uno straordinario antiaggregante piastrinico.

In caso di controindicazioni all’ASA, l’alternativa naturale può essere il Ginko biloba che contiene antiossidanti, flavonoidi e quercetina, disponibile come estratto secco titolato in ginkgoflavonoidi 24% e terpeni totali 6%, alla dose di 120 mg al mattino al risveglio a stomaco vuoto.

Fluimucil 600mg x 2/die (mattina/sera) fino a 2 settimane oltre il superamento dei sintomi, non solo per contrastare la tosse, ma perché aumenta il glutatione, importantissimo nella guerra al virus per tenere alto il livello di Glutatione.

Ci può essere bisogno di introdurre un protettore gastrico: Omeprazolo 20mg, Lansoprazolo 30mg, Pantoprazolo 20mg,… 1cp 2/die da prendere a digiuno seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo.

ASA e Fluimucil possono essere indicati nella problematiche da vaccino, insieme ad antiossidanti un eccellente prodotto fitoterapico è Detox Bio intensivo.

Probiotici e Fermenti lattici (Aflugenex) 2 x 3die dopo i pasti

I suffumigi passano a 4 volte/die, magari aggiungendo ad esempio Timo: un forte disinfettante, Piantaggine: un antinfiammatorio fantastico in particolare per le vie aeree, Issopo: un noto antiasmatico…

Gli stessi possono anche essere utilizzati per preparare delle tisane o in cucina (risotto di piantaggine).

Molto, molto utile anche il lavaggio nasale con soluzione di bicarbonato di sodio in peretta, anche per i minori.

L’Artemisia annua è un eccellente fitoterapico che agisce come antiossidante e immunostimolante, di cui si può utilizzare la soluzione idroalcoolica alle dosi di 30 gocce per 2 volta al giorno. Attenzione agli effetti collaterali gastro-intestinali.

La tintura madre di Piantaggine: 30-40 gocce in acqua 3/die o la tintura madre di Tarassaco 40 gocce 3/die.

Il tarassaco è un sorprendente antiossidante, ma attenzione a chi soffre di ulcera, gastrite, reflusso, calcolosi biliare, insufficienza renale, tra l’altro i suoi flavonoidi hanno azione antiaggregante.

Può essere necessario iniziare una terapia antibiotica.

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Altri farmaci che necessitano di ricetta medica

Idrossiclorochina (Plaquenil) 200 mg x 2/die per 7 giorni.

Le principali controindicazioni per il Plaquenil sono: favismo, retinopatia, fibrillazione atriale, è importante verificare le ecg. Molto importante nei casi di covid nelle persone che hanno già subito l’inoculazione dei cosiddetti vaccini, particolarmente predisposte al fenomeno ADE.

Ivermectina 0,2 mg/Kg di PC fino ad un massimo di 20 mg per 5 giorni

In caso di insufficiente risposta clinica, stadio più avanzato della malattia o obesità, possono essere utilizzate dosi più alte (target 0,4- 0,6mg/kg)

L’ivermectina è attualmente farmaco di scelta in numerose nazioni tra cui India.

Colchicina 0,5 mg x 2/die x 14 giorni

Colchicina e Ivermectina contrastano la reazione autoimmune ed hanno un’azione sinergica con eparina e azitromicina.

Tenete sotto controllo temperatura e saturazione.

La febbre non deve durare più di 3-4 gg altrimenti è necessaria una tempestiva rivalutazione.

I numeri vanno sempre ragionati sulla persona, ma per quando riguarda la saturazione diciamo che, come regola generale, non deve scendere sotto i 92 per oltre 20 minuti.


FASE 2A: interessamento polmonare senza ipossia

A quanto in precedenza si aggiungono le seguenti proposte terapeutiche.

Acetilcisteina 600 mg 2/die

Enoxaparina 4.000 U.I./die per 10 giorni se PC < 90 Kg; 6.000 U.I./die per 10 giorni se PC > 90 Kg.

L’eparina a basso peso molecolare per iniezione sottocutanea (Clexane) è un farmaco fondamentale per contrastare la coagulazione intravasale causata dall’ l’infiammazione.

Può essere necessario iniziare una terapia cortisonica.

Deltacortene 25 mg 1 cp per 2/die, poi scalare.

La ozonoterapia può essere utile in caso di polmonite.

Antibiotici

Azitromicina 500 mg/die per 3 giorni, stop 2 giorni, poi ripetere in caso di persistenza dei sintomi, magari in associazione al cortisone

Amoxicillina + Acido Clavulanico 875 mg + 125 mg x 2-3/die per 8-10 gg

Doxiciclina 100 mg x 2/die (mattina/sera) per 7 giorni

Protocollo terapeutico cura COVID19

FASE 2B: Interessamento polmonare con ipossia

A quanto in precedenza si aggiungono le seguenti proposte terapeutiche.

Ossigenoterapia 1-6 L/min se SpO2 < 92%

Enoxaparina 100 U.I./Kg/12 ore

Corticosteroidi:

Desametasone 6 mg/mattina OPPURE 3 mg x 2/die x 6-7gg, poi scalare

Betametasone 8 mg/mattina OPPURE 4 mg x 2/die x 6-7gg, poi scalare

Metilprednisolone 32 mg/mattina OPPURE 16 mg x 2/die x 6-7gg, poi scalare

Prednisone 40 mg/mattina OPPURE 20 mg x 2/die x 6-7gg7, poi scalare

Il cortisone, che è il più grande antiinfiammatorio che esista e questa malattia uccide per infiammazione, tuttavia, abbassando le difese immunitarie, non va mai preso all’inizio dei sintomi, bisogna prima attendere che sia terminata la fase viremica!

Quando si decide di introdurre il cortisone, va preso ad alte dosi per evitare la vasculite da Covid.

Se fossero necessari flussi di ossigeno maggiori di 6 L/min, se la SpO2 persistesse al di sotto dei 92% o se le cure sin qui indicate non dessero i risultati sperati, siete entrati in Fase 3, il ricovero diviene obbligatorio.

Ancora una volta mi raccomando, fatevi seguire da un medico competente. Dopo tutto è in gioco la vostra salute.

E ancora una volta vi chiedo: se questo articolo vi è stato utile, se avete domande o critiche… lasciate un commento.

Un sano sorriso a tutti,

Dr Livio

5 pensieri su “Un’intera arsenale anti-COVID19

  1. Livio Autore articolo

    La TERAPIA CRAPU
    Su gentile richiesta, vi spiego di cosa si tratta:
    3 fiale di glutatione 600 (tad 600 o tationil)
    2 fiale di fluimucil
    1g di vitamina C
    il tutto in 250cc di fisiologica.
    infusione molto lenta (circa 6h)
    è una terapia che deriva dall’oncologia e che sta dando anch’essa ottimi risultati.

    Rispondi
  2. Renata Bellero

    Articolo molto interessante ed esauriente, ricco di tantissimi spunti. Grazie

    Rispondi
    1. Renata Bellero

      Ho ascoltato e seguito le indicazioni proposte in questo sito e posso dire che mi sono state molto utili per risolvere in tempi brevi il mio caso. Sintomi attenuati e scomparsi in pochi giorni

      Rispondi
  3. Olivieri Stefani

    Nel dicembre 2020 i miei genitori hanno contratto il Covid. Mio padre, all’epoca 86 anni asintomatico mentre mia mamma, 80 anni stava veramente male. Febbre alta, bassa saturazione e non si reggeva in piedi. Dopo aver contattato il medico di base che le aveva prescritto dei farmaci ( eparina2 volte al giorno e cortisone 1 compressa la mattina e 1 la sera x qualche gg poi ad andare a scalare) non vedevo miglioramenti. Allora ho deciso di contattare il dott Livio che mi ha cambiato il dosaggio del cortisone aumentando a 3 compresse la mattina e aggiungendo anche l’ibuprofene 600mg 1 compressa per 3 volte al giorno. Dopo 2 giorni mia madre ha cominciato a riprendersi e non è stata necessaria ospedalizzazione. In conclusione devo ringraziare il dottor Livio se oggi mia mamma è ancora con noi. Ce la siamo vista proprio brutta. Grazie ancora dottor Livio.

    Rispondi
  4. Renata Bellero

    Ho ascoltato e seguito quanto scritto in questo articolo sul COVID. In breve i sintomi si sono attenuati e velocemente è arrivata la guarigione

    Rispondi

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